Film Recensioni

7 uomini a mollo, di Gilles Lellouche|RECENSIONE

Le imprese impossibili non esistono, e questi 7 uomini riusciranno a dimostrarlo!

7 uomini a mollo, commedia firmata dal regista francese Gilles Lellouche che è al cinema dal 20 dicembre, vede un gruppo di quarantenni cimentarsi nel nuoto sincronizzato, disciplina ancora legata al mondo femminile, con ovvi riscontri comici.

Bertrand, un quarantenne depresso, riesce a dare finalmente un senso alla sua vita quando decide di entrare a far parte di una squadra di nuoto sincronizzato maschile. Per ognuno dei componenti, gli allenamenti rappresentano una valvola di sfogo e un rifugio sicuro. Insieme si sentiranno sempre più forti, fino a volere intraprendere un traguardo pazzesco: la partecipazione ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile. Quindi sì, può sembrare un’idea idiota, ma questa incredibile carica li farà tornare alla vita!

Originalissimo film francese alla Full Monty, nel quale un gruppo di quarantenni dotati di cuffia e immersi nel cloro della piscina comunale della loro città, si lasceranno andare a nuove emozioni e insieme sfideranno le loro paure.

A dare vita a 7 uomini a mollo, la commedia agro-dolce presentata fuori concorso al Festival di Cannes, ritroviamo volti molto noti del cinema francese (e belga) come Mathieu Amalric, Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde e Jean-Hugues Anglade.

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Un quadrato non può entrare in un cerchio. E viceversa.
Questa affermazione logica ci accompagnerà per tutta la durata della pellicola, attraverso le inquadrature geometriche e la storia personale di questi uomini e di queste donne. Eppure qualcosa cambierà alla fine, e le così divergenti vite di questi protagonisti all’improvviso riusciranno a far entrare un quadrato in un cerchio, superando le barriere fisiche e mentali.

Le grand bain – questo è il titolo originale, e sembra quasi scimmiottare il film di Luc Besson Le grand bleu – ha riscosso un enorme successo in Francia ed è stato poi venduto in ben 55 Paesi. Il successo deriva dalla riuscita idea originale? Si e no. Il film arriva dopo a una versione inglese (Swimming with men, uscito a giugno 2018) e a un documentario (Men who swim, del 2010). Ebbene sì, gli uomini impediti e goffi che si cimentano nel nuoto sincronizzato sono basati su una storia vera!

Pur avendo un cast prettamente maschile e, diciamocelo, situazioni poco mascoline, le donne del film non sono affatto relegate al ruolo di mogli e madri. Anzi, le loro storie e i loro dolori si intersecano nella storia, come a voler dimostrare che la sofferenza accomuna tutti gli esseri umani. Tanto di cappello a Virginie Efira (l’allenatrice Delphine) per aver portato sullo schermo un personaggio con tanta delicatezza.

 

Si ride, molto, ma si piange altrettanto. Lo sport come metafora di unità, di squadra. Guardate la clip qui sopra, viene subito da ridere a vedere quegli uomini entrare in acqua, ma poi vediamo lo sguardo luccicante e ammirato di Bertrand e capiamo che va bene così. Lo sport non è perfezione; la vita non è perfezione; cioè che per noi può essere ridicolo, per qualcuno può significare un’enorme traguardo raggiunto. L’importante è che ci piaccia e che ci faccia sentire bene.

E alla fine un quadrato può entrare in un cerchio, basta crederci.

Voto: ⭐⭐⭐⭐

3 commenti su “7 uomini a mollo, di Gilles Lellouche|RECENSIONE

  1. noir622224124

    Dicono sia divertente

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