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RAMPAGE – Furia Animale | Recensione

Protagonista di Rampage, film diretto da Brad Peyton, è Davis Okoye (Dwayne Johnson), primatologo che condivide un legame speciale con George, un gorilla albino molto intelligente. Un esperimento genetico finito male trasforma la scimmia (e altri due animali) in un’enorme creatura furiosa. Mentre questi nuovi predatori devastano Chicago, Okoye cercherà di impedire una catastrofe globale e di salvare il gorilla che una volta era suo amico.

Nel cast del film troviamo anche Naomie Harris, Malin Akerman, Jake Lacy, Joe Manganiello e Jeffrey Dean Morgan.

A Peyton deve piacere molto The Rock, dato che l’ha scelto per tre film su cinque, cosa di cui sono veramente grata, dato che Viaggio nell’Isola Misteriosa rimane uno dei miei film preferiti con l’attore.
Brad Peyton, regista di blockbuster americano, alla sua quinta pellicola decide di rimanere sul tema delle catastrofi (dopo San Andreas) e di dirigere un film ispirato a un gioco arcade anni 80: Rampage.

rampage

Quando, nel 2009, la Warner Bros. ha acquisito la Midway Games per 33 milioni di dollari, è entrata in possesso dei diritti di alcuni videogames prodotti dall’azienda. Tra questi un gioco piuttosto popolare negli anni 80, in cui gigantesche creature dovevano demolire palazzi a suon di pugni. Nell’era dei grandi mostri che distruggono città, era solo questione di tempo, prima che qualcuno alla Warner decidesse di farci un film.

Fare un film tratto da un videogame senza trama è difficile. Tenetelo a mente quando uscirete dalla sala dicendo: “Ma che americanata!”
È vero, è proprio il classico film blockbuster con tante cose mischiate assieme che piace agli americani e al pubblico pagante. E che c’è di male?

Si creano blockbuster per fare incassi, e meno male! Avete idea di dove sarebbe ora il cinema se si facessero solo film impegnati?
Sarebbe morto da anni.

Tralasciando la parte etica del perché pagare un biglietto ogni tanto, il film non è perfetto nemmeno come blockbuster, ma funziona.
Eccome se funziona!

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Partiamo dal protagonista: The Rock.
Questa volta non è il solito fusto muscoloso, bensì uno studioso, un esperto primatologo che mostra, ancor prima dei muscoli, di avere un lato sensibile. Certo, è pur sempre il classico personaggio invincibile, ma questa volta ha qualche sfumatura in più. Caratteristiche che lo fanno diventare il personaggio più interessante all’interno del film, fatta eccezione per Jeffrey Dean Morgan che risulta essere ancora più carismatico.

Proprio perché si è deciso di dare maggior importanza all’aspetto “mentale” del protagonista, il film risulta incentrato su tematiche come l’ambientale e gli animali, come fosse una campagna contro il bracconaggio o le sperimentazioni.
Certo, in primo piano rimane l’azione, ma vi stupirà.

Gli effetti speciali valgono la pena di andarlo a vedere al cinema, soprattutto per quanto riguarda la creazione dei mostri, in particolar modo il coccodrillo.

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È privo di difetti?
Assolutamente no.

I personaggi, nonostante quel lieve accenno di introspezione, rimangono stereotipati, così come le tipiche situazioni da film d’azione, dove l’eroe muscoloso deve salvare la sua bella. I cattivi (quelli umani, si intende) sono fin troppo stupidi e vengono sacrificati senza troppe questioni etiche. Il mercenario interpretato da Joe Manganiello viene presentato in maniera così pomposa che mi sarei aspettata di vederlo fino alla fine. E invece. Peccato, perché era un personaggio piuttosto interessante, ma immagino sia stato eliminato subito per non creare paragoni con la vera star del film: The Rock.

I dialoghi sono poveri, tirati all’osso, con battute banali e fastidiose ripetizioni. Ogni volta che compare un mostro o la situazione precipita, tac! silenzio, primo piano di The Rock che dice fasi come: “Si mette male!”.
Per non parlare delle pessime battute.
Troppi cliché da film hollywoodiano.

La sceneggiatura è a tratti prevedibile, sembra che voglia restare sul sicuro, senza sporgersi troppo.
Però nella sua semplicità è molto efficace.
Diverte e trasporta, a patto che spegni il cervello.

Quando scritturi una star come Dwayne Johnson non spendi troppe energia in una buona sceneggiatura.

In conclusione: un film dimenticabile, retto solo da The Rock e dagli effetti speciali. Però diverte e intrattiene.
Diciamo che sono contenta di averci speso solo 3€.
Voto: 5

P.S. Cari registi di film su mostri che se la menano… ancora dovete superare il King Kong di Peter Jackson, non c’è storia.


Grazie della lettura!
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Buona visione a tutti,
Martina.

7 commenti su “RAMPAGE – Furia Animale | Recensione

  1. Pingback: 25 Indiscrete Domande Cinematografiche | BDay Edition – Il Viaggio nella Luna

  2. Pingback: I 5 migliori film tratti dai videogiochi – Il Viaggio nella Luna

  3. sei la seconda che dà una positiva recensione del film^^
    lo andrò a vedere 🙂

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