Alabama Monroe – Una Storia d’Amore | Recensione

Adattamento di un testo teatrale, Alabama Monroe (titolo originale The Broken Circle Breakdown) è un film del 2014 del regista belga Felix Van Groeningen, candidato come film straniero agli Oscar, premio poi vinto dal nostro Sorrentino con La Grande Bellezza.
Vincitore di un Cesar, un Satellite Award, un European Film Award e due riconoscimenti al Tribeca Film Festival e al Festival di Berlino.

Basato sulla storia vera di Jonah Heldenbergh (interprete anche del film, nei panni di Didier), il film racconta la passionale storia d’amore tra Elise e Didier, lei tatuatrice, lui musicista, la cui relazione subisce un trauma all’ammalarsi della loro bambina, Maybelle, in un Europa ancora lontana dalle avanguardie mediche.

 

Il film, tralasciando quell’aggiunta al titolo che fanno sempre i distributori italiani credendoci troppo stupidi per intuirlo, è una storia d’amore passionale e tormentata, buia e incasinata, come solo la vita può esserlo. Di primo acchito, all’occhio meno attento, può sembrare un film troppo artificioso, fasullo, ruffiano… ma la sua storia è genuina.
Duro, forte, bellissimo, un film per chi non ha paura di soffrire nel caos emotivo.

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Le differenze tra i due protagonisti spingono la trama e la mantengono viva fino alla fine. Per lei “c’è sempre qualcosa nella vita che vale la pena mettere sul proprio corpo”: ogni tatuaggio racconta qualcosa del suo passato, per Didier invece non c’è nulla di più importante della musica, da sempre innamorato dell’America, per lui è il Paese dei sognatori e la patria del bluegrass, “il country nella versione più pura”.

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Dalle atmosfere abbastanza simili a Walk the Line di James Mangold, il film ha un’anima americana molto presente e incisiva, a partire dalla roulotte dove abita Didier, al suo ranch e, infine, alla musica country.

Il montaggio non lineare è squisitamente al passo con le emozioni, mostrando prima una gioia, poi un dolore, una scena candida, poi una scena buia, con salti temporali per mantenere alta la concentrazione dello spettatore, fino a concludere il cerchio narrativo. Will  the circle be unbroken?
Una fenomenale fotografia al passo con il montaggio: toni caldi per lo spensierato passato e toni freddi per il triste presente.
Senza contare che è fatta veramente bene.
La bellissima colonna sonora regola e accompagna il flusso delle emozioni, facendoci riscoprire la bellezza del genere bluegrass in canzoni tutte interpretate dal cast.
Lo strepitoso duo di attori fanno provare sulla nostra pelle le emozioni dei protagonisti, facendoci domandare il perché di così tanto dolore. Perché le persone muoiono? Chi lo decide?

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Alabama Monroe è anche religione e politica, in una continua lotta tra scienza e superstizione, puntando il dito proprio contro la tanto amata America che nel 2006 pose un freno sulla legge per rendere più’ semplice la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Un film piuttosto “minore”, ma con una grande potenza, tecnicamente privo di difetti e con un finale lancinante. Globale nel raccontare una storia drammatica che potrebbe colpire chiunque, eppure così intimo e quotidiano, come solo le nostre storie lo sono.
La storia di un’amore che si frantuma tra dolore, accuse e rimorso.
The Broken Circle Breakdown vi resterà sulla pelle, proprio come fosse uno dei tatuaggi di Elise.

 

 


Grazie della lettura!

-Martina

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