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Tomb Raider: il ritorno di Lara Croft | Evoluzione di un mito

L’eroina dei videogiochi fa il suo gran ritorno al cinema

Tomb Raider è diretto da Roar Uthaug ed è tratto dall’omonimo videogioco del 2013, reboot della saga cinematografica con Angelina Jolie.

Quella di Roar Uthaug è una storia originale che, come l’omonimo gioco della Crystal Dynamics uscito nel 2013, narra una Lara molto diversa da quella conosciuta finora.

Una versione molto più giovane, immatura e inesperta, totalmente scollegata dalle precedenti versioni, un nuovo inizio per Lara e per la serie stessa, che narra le origini del mito di Lara Croft.

L’evoluzione del mito

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1996, la Core Design da vita alla versione femminile di Indiana Jones che diventerà poi un’icona.
Formosa, in abiti succinti e letale.
Attraente per il pubblico maschile, fiero punto di riferimento per il pubblico femminile, Lara Croft non aveva eguali. Persino chi non ha mai giocato al videogioco o visto i suoi film la cita come esempio.
Boom di vendite per la Playstation, Lara diventa una vera icona pop di quegli anni. Non è più solo un videogioco, è una vera e propria immagine collettiva.

I sequel, seppur fedeli al personaggio, stancarono ben presto i giocatori a causa degli schemi di gioco ripetitivi e delle poche novità apportate, quasi tutte riconducibili al reparto grafico.

Nel 2001 arriva la prima trasposizione cinematografica, diretta da Simon West e con Angelina Jolie nei panni di Lara. Complice la volontà della Core Design si scelse un’attrice all’apice della sua carriera, che poteva essere sensuale e provocatoria allo stesso tempo. La Jolie è stata un’ottima scelta di casting poiché molto simile al personaggio videoludico e con già la sua schiera di ammiratori pronti a pagare il biglietto.

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Eppure fu un fallimento. Persino l’attrice se ne lamentò, criticando pesantemente quelle forme esagerate e quegli abiti poco adatti a una che deve correre nella giungla.

Inspiegabilmente nel 2003 ci fu un sequel, ancora più disastroso del primo. Lì capirono che forse era meglio lasciar perdere.

Il publisher del gioco passa la palla alla Crystal Dynamics che fa uscire, tra il 2006 e il 2008, tre nuovi capitoli della saga, donando una nuova immagine all’eroina e una nuova storia.

Tra lo spin-off del 2010 e quello del 2014, nella nuova serie completamente separata rispetto alla serie precedente, la scrittrice Rhianna Pratchett si è occupata della trama del gioco e del seguito, nonché di una totale riscrittura della biografia di Lara Croft, trasformata sia nell’aspetto fisico che nel carattere.
Con Tomb Raider (2013), Rise of the Tomb Raider (2015) e Shadow of the Tomb Raider (non ancora presentato, ma in arrivo a settembre 2018) si è ricreata da zero la storia di Lara, una sorta di brutale reboot, permettendo nuove trasposizioni cinematografiche.

 

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La Lara al cinema

Il capitolo nelle sale da pochi giorni presenta gioie e dolori. Indiscutibilmente è una buona trasposizione dei videogiochi, seppur non in modo strettamente fedele, però come film d’azione presenta enormi lacune.

Una pellicola che potrei riassumere così: intrattiene, ma non appassiona.
La sceneggiatura risulta banale, troppo striminzita e semplificata, sembra quasi che il film voglia trattenersi, frenarsi.
Invano ho atteso il momento per dire: ecco, questo è un buon capitolo di Lara Croft!

L’inizio è scritto malissimo, con degli scambi di battute imbarazzanti.
Fatica a decollare e si salva solo nelle scene d’azione dove, seppur sempre in maniera prevedibile, Alicia Vikander da il meglio di se.

Una Lara molto emotiva, vulnerabile, del tutto lontana dalla temibile “profanatrice di tombe” a cui ci avevano abituato.
Grazie anche a una preparazione fisica davvero pazzesca, Alicia Vikander è bravissima, una perfetta eroina sbucata fuori dai videogiochi. Incassa i colpi soffrendo e ci fa provare con lei tutto quel dolore fisico e non.

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Il film è costruito sulla sua figura e sulla ricerca della propria vocazione, in un susseguirsi di prove fisiche e mentali.

Il finale è deludente e terribilmente simile a una pubblicità (se avete visto lei che arriva sgommando su una Volvo allora avete capito). Il product placement fatto male.

Sugli effetti speciali meglio tacere.


In conclusione: un buon capitolo di Lara Croft, un pessimo film d’azione.
Lo rivedrei e sono curiosa di vederne i sequel, ma non lo raccomanderei.
Voto: 5

Grazie della lettura!

-Martina

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5 commenti su “Tomb Raider: il ritorno di Lara Croft | Evoluzione di un mito

  1. Pingback: I 5 migliori film tratti dai videogiochi – Il Viaggio nella Luna

  2. “Eppure fu un fallimento. Persino l’attrice se ne lamentò, criticando pesantemente quelle forme esagerate e quegli abiti poco adatti a una che deve correre nella giungla.

    Inspiegabilmente nel 2003 ci fu un sequel., ancora più disastroso del primo”

    tutte e tre le frasi mi hanno scioccato: non pensavo fossero stati dei flop, nn faccio follie ma se non c’è di meglio li guardo volentieri! e poi, davvero forme esagerate impediscono la corsa? pensavo inoltre che quegli abiti lasciando libere le articolazioni sono ideali per cose fisiche estreme

    • Mh bè, possono piacere, nessuno lo mette in dubbio. Ma il primo film era stato creato più che altro come vetrina per una manciata di attori famosi del momento, lasciando indietro cose ben più importanti come una buona sceneggiatura. Il seno esagerato fu un errore di modellazione e si, non è facile correrci, ma lei si riferiva più che altro ai vestiti (qualsiasi esperto di sopravvivenza potrà dirti che no, i pantaloncini inguinali non sono il massimo per avventurarsi nella giungla). 😀

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