Ready Player One di Steven Spielberg| Recensione in anteprima

Il gran ritorno alla fantascienza di Spielberg che rende omaggio alla cultura pop degli anni Ottanta

“The king is back”.
Era dal lontano 2005, ai tempi de La Guerra dei Mondi, che Steven Spielberg non si cimentava nel genere fantastico.
A me era mancato terribilmente.

ready-player-one-1920x1200-steven-spielberg-2018-4k-11600.jpg

Ready Player One è ambientato nel 2045 in un mondo ormai alla deriva tra mutamenti climatici, carestie e continue guerre, in cui l’unica consolazione è rifugiarsi su OASIS (Ontologically Anthropocentric Sensory Immersive Simulation), un gioco creato dal genio di James Halliday. Quando muore senza lasciare eredi inizia la caccia alle chiavi che permetteranno al giocatore di scovare l’ultimo, il più importante, easter egg e di diventare l’erede dell’enorme patrimonio.

Il film è tratto dal bestseller omonimo di Ernest Cline, un ex commesso in una videoteca (proprio come Tarantino), il quale ha lavorato anche alla sceneggiatura.

“I created the OASIS because I never felt at home in the real world. I didn’t know how to connect with the people there. I was afraid, for all of my life, right up until I knew it was ending. That was when I realized, as terrifying and painful as reality can be, it’s also the only place where you can find true happiness. Because reality is real.”

Ready Player One è un viaggio.
Un viaggio straordinario nella realtà virtuale, nel mondo dei videogiochi, nella pop culture e in ognuno di noi.
Perché, a meno che non siate nati dopo gli anni 2000, questo film parlerà anche di voi.
Di quando avete giocato per la prima volta a un arcade, di quando vi siete innamorati della DeLorean, di quando vi siete collegati per evadere dalla realtà.

OASIS è un universo digitale che ognuno può plasmare a suo piacimento, funziona grossomodo come un VR Playstation, solo più avanzato.
Ognuno può essere ciò che vuole.
All’interno, una moltitudine di citazioni a franchise che hanno fatto la storia dell’entertainment nei decenni scorsi.

Una realtà non lontanissima dalla nostra, in un mondo collassato in cui la gente cerca una via di fuga, dove la rete diventa una sorta di potente assuefazione.
Con però una morale: passare meno tempo isolati.


Zio Stevie strizza l’occhio ai nerd di tutto il mondo

Ready Player One è costruito sulle citazioni pop anni ’80 e ’90, da personaggi cult dei videogiochi, a quelli di famosissime pellicole cinematografiche, una serie di comparse che hanno richiesto un’enorme quantità di licenze.
Il tutto arricchito da un’ accurato, e non modificato, uso della terminologia da gamer che farà sicuramente piacere ai più smanettoni, mantenuti anche nella versione italiana.

A far da protagonista è la tecnologia, l’aspetto che Spielberg ha voluto curare maggiormente, sfruttando per la prima volta una nuova frontiera della motion capture, frequentando il set di Avatar e affidandosi a James Cameron per capirne tutti i segreti.
La novità riguarda soprattutto il modo in cui viene utilizzata, come se il regista stesse filmando ogni singolo oggetto contemporaneamente da cento postazioni differenti. Questo permette di girare le scene in modo consecutivo, senza dover staccare per cambiare inquadratura. Un po’ come recitare a teatro.

ready-player-one-recensione-cinema-2.jpg

Gli effetti speciali e visivi in questo film sono qualcosa di strabiliante. Le sequenze d’azione sono da togliere il fiato.
Difficile trovare un aspetto che mi sia piaciuto più di altri.
Mi è rimasta impressa la gara automobilistica, girata in modo da sembrare giocata in prima persona, con gli effetti sonori pazzeschi che ti facevano sudare freddo.


Solo Spielberg poteva dirigere un film del genere.
Un film dalla trama apparentemente banale, ma che ti ingloba fin da subito e ti risputa fuori solo ai titoli di coda. Ma questa, secondo me, è proprio la peculiarità del cinema di Spielberg.
Un film che non vuole essere nostalgico, ma celebrativo.
Una pellicola fenomenale con una piccola lezione morale: per quanto sia facile e appetibile scappare e rifugiarsi dai problemi del mondo, la realtà rimane sempre reale.

Il 28 marzo andate nel cinema con lo schermo più grande e immergetevi in OASIS.

Grazie della lettura!

-Martina

Seguimi su Facebook!
Seguimi su Instagram!
Offrimi un Caffè!

4 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...