Il cinema è donna Recensioni

Annientamento di Alex Garland | Recensione

Disponibile su Netflix a partire da ieri, 12 marzo, l’adattamento cinematografico di uno dei lavori più famosi dello scrittore fantascientifico americano Jeff VanderMeer, autore, tra le altre cose, della Trilogia dell’Area X, composta da: Annientamento, Autorità e Accettazione.
Una pellicola enigmatica, intelligente e dalla regia perfetta, elegante e pulita.
Alex Garland non si smentisce e confeziona un altro gioiello futuristico dai riscontri horror.

Annientamento è il primo capitolo della Trilogia dell’Area X, il cui genere secondo il New Yorker è la “fantascienza ecologista”. Tutti e tre i romanzi della trilogia parlano di un’agenzia segreta, la Southern Reach, che organizza delle spedizioni in una regione nordamericana disabitata e isolata dalla civiltà con una barriera impenetrabile, “l’Area X”; chiunque la superi muore prima di fare ritorno, oppure ne esce con problemi fisici e psicologici senza ricordare nulla di ciò che gli è successo. L’Area X esiste a causa di un misterioso evento climatico avvenuto in passato, di cui però non si sa molto.
In Annientamento si parla di una delle missioni della Southern Reach, tra i cui membri c’è una biologa che vuole scoprire cosa è successo a suo marito, tornato dall’Area X con evidenti problemi psicofisici.

Annihilation-showcase-poster

Al centro di Annientamento ci sono i cambiamenti mentali, fisici, ecologici e sociali causati dall’Area X e da ciò che contiene, che fanno tendere i personaggi verso l’autodistruzione; i personaggi principali non hanno nome perché la vera protagonista è proprio l’Area X. Il film di Alex Garland è un po’ diverso tanto che lo stesso VanderMeer lo ha definito un «adattamento libero»: il personaggio della biologa, interpretata da Natalie Portman, è molto più centrale e il suo rapporto con il marito, appena accennato nel romanzo, ha molta più importanza.
Anche il finale del film è diverso rispetto a quello del romanzo, ma per ora evito ogni tipo di spoiler.


Uscito sulla piattaforma Netflix in Italia e in altri paesi del mondo, invece che in sala, questo film fantascientifico ha acceso un forte dibattito sulle motivazione (più o meno valide) della scelta. La prima era che, essendo un film difficile da capire, non sarebbe arrivato al grande pubblico. La seconda è perché il cast è tutto al femminile.
Ora, per quanto non mi stupirebbe fosse proprio questa la motivazione, sono più propensa ad appoggiare la prima. La letteratura di VanderMeer non è per tutti, così come non lo sono il cinema e la regia di Garland. Vedere un film del genere una volta sola non basta per poterlo giudicare e apprendere appieno. Meglio per le nostre tasche se è uscito su Netflix. Anche se la maggior parte dei lati positivi di questa pellicola sui piccoli schermi si perdono miseramente.

Qui sotto vi lascio il link al mio precedente articolo dove spiegavo come e perché il film non è uscito nelle sale.

Annientamento: il film fantascientifico con Natalie Portman

Perché non è un film per tutti?

Semplice: perché il genere di letteratura di VanderMeer non è per tutti i gusti.
Jeff VanderMeer è uno dei maggiori esponenti del new weird, che mette insieme elementi della letteratura fantasy e di quella fantascientifica.
È difficile spiegare come siano effettivamente i romanzi new weird senza averli mai letti, ma per farvi un’esempio, in Finch, romanzo con una trama poliziesca di VanderMeer, ci sono enormi funghi intelligenti che usano le proprie spore come armi biochimiche e che  vanno in giro a infettare le persone trasformandole in uomini-fungo.

Non è una pellicola per voi se non riuscite a stare attenti per tutta la durata o se amate la fantascienza più “commerciale” alla J.J. Abrams.

La mescolanza di generi per me non è una pecca, anzi. Adoro il fatto che ci siano richiami a diversi film, addirittura alcune scene finali mi hanno ricordato 2001: Odissea nello Spazio.
E si, il livello di mindblowing è proprio quello.

A tratti un horror psicologico, a tratti un’ordinario sci-fi. Classificare Annientamento è difficile, se non impossibile.


Uno sci-fi tutto al femminile

La forza di questo film sono senza alcun dubbio le ripercussioni sulla psicologia dei personaggi. L’accettare i cambiamenti che avvengono, l’annientamento inevitabile per andare in avanti. Ma è annientamento o mutamento? Le scene finali non lo spiegano e, secondo me, sono entrambe le cose. Un po’ come è successo ai dinosauri, questo accade o accadrà anche a noi, a tutte le specie viventi sulla Terra. La trasformazione in un essere superiore è inevitabile. Lo dice anche Lena, la biologa ex soldatessa, protagonista della storia.

Una spedizione di donne scienziate non si era mai vista finora in nessun film, soprattutto nella fantascienza dove le figure femminili non ricoprono quasi mai il ruolo di leader. Inoltre hanno scelto proprio Natalie Portman per interpretare una ex soldatessa. Natalie, con la sua femminilità leggiadra, che capovolge la tacita (e sbagliata) regola dei cinema secondo cui una soldatessa mastica tabacco ed è scurrile.

Un dream team di donne super intelligenti e nessun uomo ad accompagnarle. L’inclusione e l’equità iniziano anche dalle piccole cose come questa.

Annihilation-Review.jpg

Una bravissima Portman in un ruolo nuovo per lei, vale la pena dargli una chance solo per godere appieno delle sue doti recitative.
Una Jennifer Jason Leigh che pare annoiata e spenta, ma che ricopre un ruolo essenziale verso la fine del film. Uno dei momenti più assurdi di tutta la storia.


Seguirà una piccola parte di spoiler.
Lievi, ma pur sempre spoiler.

La missione è di andare verso il faro, protettore di segreti e chiarificatore di tutta la faccenda. Come in Lost.
Il faro, figura che simboleggia, in tutte le arti, il punto di ritrovo, il cammino da seguire, le risposte a tutto, l’illuminazione.

Ma cos’è questo Bagliore e che effetti ha sulla gente?
La scena in cui Lena lotta contro l’alieno è chiarificatrice, secondo me, dell’intera faccenda. Rimangono tuttavia alcune domande…
Perché Kane è tornato?
È davvero Kane quell’essere?
Lena sembra essere lei.
Cosa succederà ora?

annihilation-movie-8.jpg

La scena di Kane con la bomba è stata la mia preferita. Decisamente intensa.
Mi sfugge comunque dove sia saltato fuori l’alieno che ne ha assunto le sembianze e i ricordi, dal momento che quello con cui interagisce lei arrivava dall’annientamento della psicologa.

Anche se non ci fosse un seguito il film è perfetto così com’è. D’altronde non era nemmeno nell’interesse dell’autore spiegare tutto.


Cosa ne pensate voi? Vi siete fatti delle teorie?
Discutiamone qui sotto nei commenti!

-Martina

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4 commenti su “Annientamento di Alex Garland | Recensione

  1. Il bello di questo film è che ci sono tante scene che portano a riflessioni e conclusioni diverse.
    Io, ad esempio, in quell’abbraccio finale vedo la coppia che esce dalla crisi proprio attraverso l’annientamento di entrambi (sono infatti convinto che né Kane, facile, né Lena, meno scontato, siano più gli stessi).

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