Approfondimento

Là dove nessuno è mai giunto prima | In ricordo di Leonard Nimoy

Volto simbolo della saga di Star Trek, Leonard Nimoy fu anche un artista a tutto tondo, ma soprattutto un’icona.

Scomparso il 27 febbraio 2015 a Los Angeles, all’età di 83 anni, il Signor Spock è riuscito davvero ad arrivare là, dove nessuno è mai giunto prima, diventando una vera e propria icona pop in grado di ispirare intere generazioni. Omaggiato in lungo e in largo in tutto lo show business, Spock aprì qualsiasi porta a Nimoy, dai Simpson a Big Bang Theory.

Nimoy fu un regista, un poeta, un fotografo e anche uno scrittore. Nel 1975 scrisse la sua prima autobiografia: I Am Not Spock, voleva prendere le distanze dal personaggio con cui veniva identificato, rivendicando la sua posizione di mero attore.

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Leonard Nimoy si sentiva un artista a tutto tondo e questa sua sensibilità credo sia stata la chiave per l’ineccepibile interpretazione che ha saputo donare a un personaggio come Spock, mezzo umano e mezzo vulcaniano, sempre combattuto tra le due diverse razze; che, con le sue acute osservazioni, riuscì a rubare la scena al vero protagonista della serie, il capitano Kirk (William Shatner).

Nato a Boston nel 1931, si dedicò ben presto al teatro ed esordì al cinema solo ventenne, ma finendo quasi subito a lavorare in tv in programmi di successo come Bonanza e Ai Confini della Realtà.

Quella sua prestanza fisica, che ispirava in lui un personaggio del mondo fantasy, gli procurò ruoli sempre circoscritti al genere fantascientifico, come l’alieno nel cult Terrore dallo Spazio Profondo.
Fu anche un prolifico doppiatore, autore teatrale, poeta, fotografo e regista, sia per alcuni episodi di Star Trek, sia per alcune sue commedie (Tre Uomini e un Bebè).

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Durante una cerimonia ebraica vide la benedizione con la mano aperta tra medio e anulare, che suggerì agli autori della serie come possibile saluto del vulcaniano. È così che divenne un simbolo di pace globale.

Il suo essere ebraico gli fece mettere in discussione una sua apparizione a una convention di Star Trek in Germania, ma la calda accoglienza dei fan -dopo che aveva rivelato la sua appartenenza religiosa- lo fece riconciliare col personaggio, tanto che scrisse una seconda autobiografia, questa volta col titolo: I Am Spock (1995).

Curiosità: alla notizia della sua morte in Canada i fan hanno cominciato a trasformare il primo ministro W. Laurier sulle banconote da 5 dollari, disegnando orecchie a punta, caschetto nero e iconiche sopracciglia, obbligando la banca a chiedergli di smetterla.


Il cambiamento è il processo essenziale di tutta l’esistenza.

Leonard Nimoy sta alla fantascienza come la fantascienza sta a Leonard Nimoy.
Conoscere i singoli personaggi che hanno fatto la storia del cinema di questo genere è essenziale per comprendere e apprezzare davvero lo sci-fi.

Per questo quando dite di essere amanti della fantascienza e mi dite di aver visto solo Star Wars vorrei darvi un pugno in faccia.

Per quanti altri film, reboot, remake, sequel… di Star Trek ci saranno, Leonard Nimoy rimarrà l’unico Spock possibile nella mia mente.

È sicuro che non sia il momento di una colorita metafora?

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Grazie della lettura!
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Martina

Un commento su “Là dove nessuno è mai giunto prima | In ricordo di Leonard Nimoy

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