Film Recensioni

Call Me By Your Name di Luca Guadagnino | Recensione

Il Brokeback Mountain all’italiana

Scusa, ma ti chiamo col mio nome che faccio prima.
Il chiacchieratissimo, attesissimo, stupefacentissimo film del regista palermitano, trasposizione del romanzo di André Aciman, che racconta le avventura amorose dell’italoamericano Elio nel nord Italia degli anni Ottanta.

Timothée Chalamet che vomita in Piazza Rosate. A saperlo prima.

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Chiamami col tuo nome è un bel film. Non è il capolavoro che molti inneggiano, è un film mediocre, ma è comunque un raro esempio di buon cinema italiano, per cui rimane motivo di orgoglio nazionale.

Guadagnino offre l’immagine di un’Italia diversa, rispetto a quella che siamo abituati a vedere nei film made in Italy. Una regia ruvida, con movimenti traballanti e incerti, una forte presenza politica e una sorprendente qualità visiva.

Lento, stiracchiato, come le estati passate in campagna.
Un’atmosfera immersiva, quasi da sogno.
L’amore ellenico tra un giovane e un adulto.

Bellissimo l’uso delle luci, tutte naturali, che accarezzano i corpi senza svelare troppo.
Perfetta la musica di Sufjan Stevens (creatore della colonna sonora di Io non sono qui, il film biografico su Bob Dylan), contribuisce a entrare nel film, a vivere anche noi quel senso di quotidiana attesa.

Potrebbero sembrare fastidiosi, ma in realtà sono incredibili, i tagli nel montaggio; quell’improvviso passare dal buio alla luce più pura, dal frastuono, al silenzio totale.

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Bravi gli attori, incredibile il giovane Timothée, non fosse stato per la loro bravura si sarebbe salvata solo la parte tecnica.

E qui passiamo alla parte dolorosa.

Secondo me la pellicola parte molto male, con una storia che non riesce a catturare l’attenzione e i protagonisti caratterizzati in modo approssimativo, costretti in dialoghi piatti.

La storia d’amore mi sembra sviscerata in maniera casuale, quand’è che Elio si rende conto di essere innamorato di Oliver?
E quella scena davanti al monumento sinceramente non l’ho capita.
“Tu sai di cosa sto parlando.” Ma no, non è vero.
Come ha fatto a capire che a Oliver piacciono di più i cetrioli?

Insomma, o Elio è un ragazzino molto intraprendente, o allo spettatore sfugge qualcosa.

Il film verso la fine si risolleva, diventa più incalzante, movimentato se vogliamo.
Da ricordare la scena sul divano con Elio e il padre e quel monologo bellissimo che il genitore vuole donare al figlio.

Il finale è perfetto. Soprattutto dal punto di vista tecnico. Adoro quando i titoli di coda si sovrappongono alle scene finali, così i maleducati che si alzano prima al cinema sono costretti a guardarli.

Il doppiaggio non mi è piaciuto, credo sia un film da guardare in lingua originale per gustarsi appieno l’aria internazionale che respirano i protagonisti.

L’unica, vera, scena di sesso è fin troppo pudica. Quella che dovrebbe essere il fulcro della narrazione, la cosa che più ha desiderato Elio (e noi con lui, perché alla fine è di questo che si parla) dura pochi secondi, con la visuale che lentamente si sposta sugli alberi fuori dalla finestra. Poco si sa delle conseguenze, di cosa ha provato Elio.
La sua prima volta non sconvolge come dovrebbe.
Noi, ma soprattutto lui.

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Sarà difficile vedere Guadagnino salire sul palco del Dolby Theatre, ma Oscar o meno è un film che in Italia serviva, serve e servirà.
Per portare una tematica nuova, raccontata con uno stile oltreoceano, ma che racchiude un grande orgoglio italiano.


E voi, come avete trovato questo film?
Grazie della lettura,
Martina.

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24 commenti su “Call Me By Your Name di Luca Guadagnino | Recensione

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  5. Ps: perdona il mio italiano ahahahah
    Sarà la foga per il film

  6. Anch’io l’ho dovuto vedere due volte, per chiarirmi dei passaggi e per godermelo di più. Anche a me certi passaggi e il dialogo davanti al monumento non mi sono stati chiari… Anche a me è dispiaciuta la scena praticamente più pudica del film in cui non si vede e non si sa nulla di come va il loro primo rapporto… così come mi rimane la domanda che forse ho frainteso io il dialogo finale… “Ma anche al padre sono piaciuti dei ragazzi??” Ahahahah boh.
    Ma nonostante tutto ciò ho amato e amo follemente questo film. E ora anche chalamet. Poi Bergamo alta l’ho conosciuta e tutto ciò mi sa di poetico. Come i dialetti penso milanesi delle sciure e le poche battute in italiano che ci sono nel film non doppiato.

    Secondo te chalamet ha una possibilità per gli Oscar?? Cacchio fare un film del genere con una recitazione del genere che aveva 20 anni..
    !! Cazzo!!

    Hai sentito che parlano già di un sequel? 🙊

    • Penso che la situazione che racconta il padre sia più simile a quella dell’Antica Grecia dove il Maestro si innamorava di un fortunato fanciullo (fortunato perché poi rientrava nelle sue grazie).

      No, non credo abbia possibilità. Non con gli altri nomi della lista 🙂

      Un sequel? Azz… spero di no. Cosa c’è da raccontare ancor?’ Ahahah

  7. Io in realtà l’ho amato, mi è piaciuto tantissimo. L’ho visto il lingua originale.

    • Anche a me è piaciuto, non ho detto il contrario 🙂
      Si, penso che la lingua originale sia perfetta in un film dove si mescolano diverse nazionalità. Purtroppo perde molto del suo senso col doppiaggio.

      • Si scusami, l’avevo capito che ti era piaciuto abbastanza! Quello che volevo dire è che per te era mediocre e ne hai sottolineato i difetti e che invece io l’ho proprio amato. Ma comunque capisco le tue considerazioni. In effetti anche io mi sono accorta che l’inizio era un po’ lento, ma non mi è pesato. Per quanto riguarda la parte del monumento alla prima visione non avevo ben capito la scena, ma poi l’ho riguardato e ho capito meglio

      • Secondo me se non hai letto il libro è difficile capire bene con una sola visione 🙂

      • Si hai ragione, per questo ho dovuto vederlo due volte ☺ il libro lo prenderò la prossima settimana. Sono curiosa di leggerlo ☺

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