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THE SHAPE OF WATER | Recensione No Spoiler

La fiaba per adulti firmata da Guillermo del Toro

Siamo alla decima pellicola per il regista messicano amante dell’horror, ma questa volta nessun tipo di mostro colossale o fantasma; seppur molto simile al mostro della laguna nera, l’uomo anfibio de La Forma dell’Acqua è una creatura intelligente e senziente ed è il protagonista di una storia d’amore.

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Una dolce e sensuale fiaba per adulti, emozionante e, per quanto possa apparire scontata, capace di impressionarti e travolgerti.

Scritta con cura e precisione, la sceneggiatura di del Toro rimane carica fino alla fine, sempre con quell’andamento favoleggiante che però sa essere al tempo stesso molto avventuroso e ricco di suspense.

Una mescolanza di generi che è palesemente un inno d’amore al cinema, ai suoi cult e alle sue storie d’amore.
Il tutto immerso in un’atmosfera fantastica, molto fiabesca, con colori monocromatici e scuri (il regista inizialmente voleva girare in bianco e nero).
Anche l’aver incentrato la storia nelle ore notturne ha aiutato a impostare la giusta ambientazione.

A rendere il tutto ancora più romantico c’è la dolce colonna sonora firmata dal francese Alexandre Desplat, premio Oscar per il film Gran Budapest Hotel.

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Ma il vero asso nella manica è senza alcun dubbio il cast, per cui del Toro ha scritto la parte su misura.
La bravissima Sally Hawkins ha saputo dar voce alla muta inserviente e a mettere in scena una potentissima storia sulla tolleranza e sui pregiudizi.
Octavia Spencer ha regalato alla storia il lato comico e amichevole.
Il villain è Michael Shannon, spietato e dallo sguardo lancinante.

Come non citare Doug Jones, il mimo alto e magro, da sempre collaboratore di del Toro, già nei panni del Fauno nel fortunatissimo film del 2006.

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Per concludere: un film evocativo, quasi d’altri tempi, ma con il vigore e la passione di tematiche attuali, quali l’odio verso il diverso e i pregiudizi.
Forza ed emozione.

Voto: 9

Il film uscirà nelle sale italiane il 14 febbraio.
Trama: nel 1962 Elisa, un’addetta alle pulizie affetta da mutismo, e la sua collega, che lavorano all’interno di un laboratorio governativo, finiranno per scoprire una creatura anfibia all’interno di una cisterna d’acqua. In particolare Elisa, spinta dalla solitudine, inizierà a sviluppare un rapporto di amicizia con lo strano essere.

Il film ha vinto il Leone d’oro come miglior film alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ed è stato candidato a ben tredici premi Oscar.

7 commenti su “THE SHAPE OF WATER | Recensione No Spoiler

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  4. Vorrei andarlo a vedere al cinema!!

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