I segreti Dark della provincia tedesca

Avrei dovuto scrivere su Dark molto tempo fa, lo so. Ma me ne sono dimenticata.

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Cosa è Dark? Dark è la prima serie realizzata da Netflix in Germania, creata dal regista svizzero Baran bo Odar e dalla moglie sceneggiatrice Janntje Friese.
Le vicende si svolgono in una cittadina tedesca vicina a una centrale nucleare, la cui popolazione è tormentata per la scomparsa di un ragazzo, Erik.
I dieci episodi della prima stagione si basano sulle dinamiche tra i componenti di quattro famiglie, legati tra loro in modi oscuri e curiosi.

Il genere è drammatico e soprannaturale; i misteri si susseguono e le risposte sono poche.
L’ambientazione mistica della nebbiosa provincia offre maggior intrigo alla trama; se la serie fosse stata girata in centro città avrebbe perso tutto il suo charme.
La narrazione procede spedita, senza recap o spiegazioni, quasi un prodotto creato per il binge-watching.

Oltre ai curiosi casi soprannaturali, il fascino risiede anche nei legami tra i vari personaggi, c’è da dire però che sono davvero tanti, per cui tenere a mente nomi e parentele è davvero difficile e a volte ne compromette la visione.

Chi la paragona a Stranger Things deve aver bevuto parecchio.
Non c’entra assolutamente niente.
Scompare un ragazzo. E quindi? Anche in Funeral Party c’è un nano, ma non è certo paragonabile a Il Signore degli Anelli.

Dark si ispira tantissimo a Twin Peaks e al tipo di serialità creato da Lost, ovvero le storie che pongono domande. Ma tranquilli: gli autori hanno detto che si troveranno tutte le risposte.
A me sembra un libro di Stephen King non ambientato nel Maine, con un pizzico di cinematografia sudcoreana.

Visivamente Dark è qualcosa di unico, molto curato, onirico e decisamente hipster.

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Curiosità: l’attore tedesco, ma di origini italiane, Oliver Masucci (Ulrich Nielsen nella serie) è principalmente famoso per aver interpretato Hitler nel film Lui è tornato.


Attenzione, seguono spoiler per chi non l’ha vista!

Qua partono i pipponi da miscredente quale sono e vi chiedo: voi avete capito?
Non mi sono chiare delle cose.

Perché dicono che il passaggio temporale si apre in una precisa data e ora ogni 33 anni, però Erik scompare una quindicina di giorni prima? Dovremmo supporre che rimane aperto?

Perché le scritte nel bunker non corrispondono agli eventi e perché si spostano nel tempo?

Chi ha fatto viaggiare nel tempo il corpo di Mads, il fratello di Ulrich?

Solo a me non è piaciuto il finale? Non voglio si trasformi in roba già vista, dove il ragazzo si ritrova in un futuro distopico.

Fatemi sapere nei commenti!

That’s all falks!

2 Comments

  1. A me la serie è piaciuta tantissimo, adorando i paradossi temporali. Sul finale spero, come te, che mantengano la stessa atmosfera rimanendo coerenti con quanto già fatto nella prima stagione, senza scadere nel banale e -sopratutto – senza cambiare in corsa la teoria “circolare” sui viaggi nel tempo. Sulla faccenda trasporto corpo, penso che avremo le risposte nella seconda stagione, non escluderei l’intervento di Noah.

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