Blade Runner 2049 | Recensione no spoiler

Lingua originale: inglese
Paese di produzione:
Stati Uniti d’America
Anno: 2017
Durata: 163 min
Genere: noir, avventura, fantascienza, thriller
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Philip K. Dick (personaggi) Hampton Fancher (storia)
Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Joe Walker
Musiche: Jóhann Jóhannsson, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch[2]
Scenografia: Dennis Gassner

 

Cast: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Jared Leto, Robin Wright

Da sapere: Blade Runner 2049 è un film diretto da Denis Villeneuve ed è il sequel di Blade Runner, capolavoro fantascientifico del 1982, diretto da Ridley Scott. La sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e Michael Green, è basata sui personaggi del romanzo di Philip K. Dick “Do Androids Dream of Electric Sheep?”.


Iniziamo col dire che Blade Runner 2049 non è Blade Runner.
Certo, le atmosfere sono le stesse, l’ambientazione è quella lì, eppure sembra una storia troppo slegata dal primo film per definirsi sequel.

Insomma: non è un diretta continuazione, cosa che avvantaggia chi non ha mai visto Blade Runner, divenendo così fruibile a un pubblico più vasto.

Senza dubbio la scelta migliore per il regista, evitando così di andare a toccare un capolavoro (e di scatenare l’ira dei fan).

Blade Runner 2049 è un film tecnico. Studiato nei minimi particolari e sensualmente accattivante.
Regala un’esperienza totalizzante, tutti i sensi vengono abbracciati e solleticati durante la visione.
Lo scricchiolio dei guanti di pelle, la pompata e ansiolitica colonna sonora, le luci, le penombre, i teatrali dialoghi in ombra; è tutto così bello che sembra un film alieno.

Forse è proprio questo lato tecnico che il primo film deve un po’ invidiargli.

Denis Villeneuve ha creato un film d’azione senza aver bisogno di troppa azione.
C’è uno scontro, c’è una possibile guerra, ma è tutto relegato sullo sfondo. Tanta suspense per nulla (semi cit.), ma ti mantiene sul filo del rasoio grazie alla trama.

Sceneggiatura interessante, ma a tratti scontata. Una volta svelata l’intera trama difficilmente è un film che vorrai rivedere, se non per puro godimento del lato tecnico.

La scenografia mi ha a tratti ricordato Total Recall – Atto di Forza (il remake del 2012), anch’esso ispirato dai racconti di Dick.


 

Resuscitare Harrison Ford per film d’azione non sempre è l’idea migliore.
Sembrava un vecchio pazzo scappato da un ospizio.
Secondo me il suo personaggio risulta superfluo, potevano benissimo scegliere un altro escamotage narrativo per legare i due film.

Ryan Gosling calza perfettamente il ruolo che sembra stato costruito apposta per lui, regalandoci un lato replicante e un lato umano, in un’ottima prova attoriale.

In secondo piano, ma capace di emergere grazie alla sua bravura, è Jared Leto, molto convincente ed enigmatico nei panni di Niander Wallace.


In conclusione: film godibile anche senza aver visto il primo Blade Runner; tecnica impeccabile, probabilmente il sonoro vincerà un Oscar; un film totalizzante che non stanca o annoia.
Consigliato: assolutamente si
Voto: 8

Curiosità: all’interno del film compare una pecora origami, probabile omaggio allo scrittore (il titolo originale del libro da cui è tratto Blade Runner è Ma gli androidi sognano pecore elettriche?).

Grazie della lettura, Martina V.

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